
Reunion 2025
- Data 13 Marzo 2026
Costruire comunità per trasformare il futuro: il racconto di “Fuori la Voce”, la prima Reunion Nazionale di Prime Minister
Dopo sette anni di idee, sogni, incontri e progetti, la comunità di Prime Minister – Scuola di Politica per Ragazze ha sentito il bisogno di incontrarsi finalmente di persona, per conoscersi oltre gli schermi e dare voce a una rete ormai diffusa in tutta Italia.
Da questa profonda esigenza di relazione, riconoscimento reciproco e sorellanza è nata “Fuori la Voce”, la prima Reunion Nazionale di Prime Minister, che si è svolta a Napoli dal 3 al 5 ottobre 2025.
L’evento ha coinvolto oltre 400 persone, tra cui attivistə, accademicə, giornalistə, artiste e rappresentanti istituzionali, e più di 110 giovani Primers provenienti da tutta Italia. Attraverso workshop, momenti di confronto e incontri pubblici, la Reunion è stata pensata e vissuta come uno spazio profondamente politico, un luogo in cui conoscersi, riconoscersi e, soprattutto, co-progettare il futuro di Prime.
Il Diario dei Tre Giorni
Venerdì – l’apertura e la Living Library
Il sipario si è alzato nel pomeriggio di venerdì 3 ottobre alle Officine Pascal . L’apertura ufficiale della Reunion è stata affidata ad Angela Laurenza, Presidente e Co-fondatrice di Prime Minister. Subito dopo, lo spazio si è trasformato in una brulicante Living Library intitolata “Voci fuori dal coro”, durante la quale le Primers hanno potuto “sfogliare” e dialogare a tu per tu con ospiti d’eccezione, tra i tantissimi nomi figurano Anna Mongibello, Anna Motta, Carola Carazzone, Carola Divù, Cinzia Massa, Clementina Sasso, Daniela Lourdes Falanga, Francesca Romana D’Antuono, Lella Palladino, Lorenzo Sanchez, Lucia De Rosa, Maria Cafagna, Sabrina Antuoni, Sarah Meraviglia e Vincenzo Bavaro.
La serata si è poi conclusa all’insegna della socialità con una cena leggera e momenti di karaoke e musica .











Sabato – il festival Sovversivə
La seconda giornata, realizzata in stretta sinergia con “Sovversivǝ” — il festival sulle identità di genere nato proprio da un gruppo di studentesse della scuola di Napoli —, è stata incentrata sui temi dello spazio — inteso come spazio personale, politico e digitale — su quali corpi possono abitare lo spazio pubblico e su come questi spazi vengano costruiti, limitati o trasformati.
La mattinata è iniziata con sessioni di Warm up diversificate: dallo yoga guidato da Roberto Pardita e Giadapochet , ad “Abitopoly” a cura di Noemi Rosa , fino al laboratorio “Spazi, identità e pregiudizi” del Collettivo Lisistrata.
I talk centrali hanno sviscerato il concetto di spazio politico ed esclusioni strutturali: Maria Cerreta ha guidato il panel “Architetture Plurali” , seguita da Diletta Huyskes con “Intelligenze Sovversive”, incentrato sui bias dell’intelligenza artificiale.
Dopo il pranzo sociale preparato da Salumeria Malinconico, il pomeriggio è proseguito con i workshop “WAVES – smontare e ricostruire l’Immaginario Mediterraneo” (a cura di Marea Media) e “Corpi in ascolto” (a cura di Ca nisciun è fess).
I talk pomeridiani hanno visto Nogaye Ndiaye e Roberta Parigiani confrontarsi su “Nuove tecnologie e cattive abitudini”, mentre Majid Capovani e Barbara Centrone hanno dialogato sul tema “Corpi Dissidenti”. La giornata si è chiusa con la cena sociale curata da Seelamangia e Nives Monda e una serata ad alto impatto artistico: la performance e il dialogo con Priscilla su “Arte drag, tra identità e spazio”, seguiti dal Drag show di Raven Idoll e Feliçia Malinconique Rococò, culminando nella musica dal vivo di “Sovvertiamo le onde sonore!”.




















Domenica: tirare le fila e tracciare il futuro della rete
L’ultima giornata della Reunion a Napoli è stata il momento dedicato a raccogliere i frutti dell’intenso percorso dei giorni precedenti e a seminare le rotte per il domani. I lavori si sono divisi in due sessioni parallele e sinergiche.
Da un lato, le coordinatrici delle diverse scuole d’Italia si sono riunite in tavoli strategici per guardare e rispondere insieme alle prossime sfide della community.
Dai tavoli sono emersi alcuni temi centrali su cui focalizzare le energie:
- Lavorare sul Sud: canalizzare gli sforzi per far sì che il divario si riduca
- Rafforzare la community: raccogliere e formalizzare processi e linee guida condivise, ottimizzare i flussi di comunicazione interna ed esterna, creare la community di Alumne
- Sostenibilità: sviluppare una strategia di fundraising a lungo termine.
Nel frattempo, le ragazze si sono dedicate alla scrittura condivisa del “Manifesto Prime” . Questo straordinario processo di co-creazione politica e valoriale è stato supportato visivamente dal graphic scribing in tempo reale della creactivist Sara Pavan, che ha tradotto in immagini la potenza delle idee in circolo .
Il Manifesto Prime non è soltanto un esito simbolico, ma una mappa valoriale che raccoglie visioni, desideri e proposte delle partecipanti per una società più equa. Rappresenta la restituzione pubblica di una visione del mondo coraggiosa e potente, generata direttamente dalle giovani donne che attraversano la nostra scuola.
IL MANIFESTO Prime Minister
Lo Spazio Prime Minister
Lo Spazio Prime Minister si configura come uno spazio sicuro, libero e intersezionale, che abbraccia le complessità delle esperienze umane e trova nella dimensione collettiva la risposta agli interrogativi dei tempi contemporanei. Facendo proprie le geometrie spaziali di luoghi fisici e discorsivi, si costituisce in quanto perimetro d’azione trasformativa di sé e del mondo circostante per tutte le identità che lo attraversano. Lo spazio Prime Minister può essere ogni spazio e ogni spazio può essere lo spazio Prime Minister. Le condizioni per la sua esistenza sono direttamente collegate alle alterazioni delle dinamiche di potere che nei luoghi personali, nei luoghi digitali e nei luoghi urbani dominano e guidano le relazioni tra e con le identità che le attraversano.
LO SPAZIO PERSONALE
Lo spazio personale Prime Minister si costruisce dall’incrocio del vissuto delle persone che lo abitano e dal rispettivo valore sociale e politico che viene portato in superficie, come pratica collettiva di riscoperta di sé e dei propri rapporti col mondo. Nasce come uno spazio sicuro, dove l’elaborazione collettiva di teorie e pratiche resistenti è accompagnata dalla condivisione delle esperienze di vita delle componenti dell’associazione per confronto, supporto e creazione di luoghi d’origine plurali. Lo spazio personale Prime Minister è un laboratorio trasformativo in cui le esperienze personali vengono raccontate ed attraversate con cura e rispetto, facendosi, simultaneamente, radice di azione trasformativa, un punto di partenza essenziale per un agire sul mondo che parta dal riconoscimento del politico nel personale, che equivale all’individuazione delle matrici sistemiche delle vicende personali, così come alla conseguente elaborazione di risposte collettive per creare contrasti e alternative ai modelli dominanti. Serve agire sullo spazio collettivo per tutelare quello personale.
LO SPAZIO COLLETTIVO
Lo spazio collettivo Prime Minister è uno spazio trasformativo, che altera le strutture socialmente accettate a favore di una pluralità di modi d’essere e di agire, legati in una dimensione collettiva dell’esistenza umana – in netto contrasto con il culto contemporaneo dell’individualismo.
E’ spazio marginale, perchè abita con orgoglio i confini delle definizioni e sfugge a catalogazioni superficiali che non sarebbero in grado di comunicare a pieno l’esperienza umana. Conserva il principio di rivendicazione di spazi discorsivi e fisici per restituirli ad una collettività di cui si fa casa, rifugio e sostegno.E’ luogo di scambio, confronto e progettazione. Lo spazio Prime Minister, fra tutti, è luogo d’azione. Costruisce una solida rete che attraversa contesti digitali, sociali, geografici differenti, uniti da principi transfemministi e da una volontà di trasformare il reale. Non serve un luogo specifico, ogni posto può diventare spazio Prime Minister quando altera, contesta e ridefinisce lo stare al mondo. Lo spazio Prime Minister è una rete di persone che non hanno paura di essere disobbedienti. E’ uno spazio dove voci diverse si uniscono e, rivendicano, con orgoglio, la loro posizione fuori dal coro.
LO SPAZIO DIGITALE
Lo spazio digitale Prime Minister è uno spazio di dialogo e confronto, dove la crescita personale e collettiva passa per lo scambio di punti di vista e pratiche femministe. Si tratta di una risposta ad un’esigenza di intrecciare i vari spazi che vengono quotidianamente attraversati e regolano le dinamiche delle nostre relazioni. Lo spazio digitale resta come uno strumento prezioso per la disseminazione di conoscenze e consapevolezze, per la creazione di legami e rapporti che prescindono le distanze fisiche. Esso, allo stesso tempo, non è privo di contraddizioni: forme di discriminazione ed hate speech trovano sfogo tra le dinamiche degli ambienti digitali, replicando le stesse forme di violenza che accadono offline. Dunque, l’uso consapevole dello spazio digitale come piattaforma di autorganizzazione collettiva, come spazio controcorrente di ri-definizione e riscrittura delle narrative costituiscono lo spazio Prime Minister.
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